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argentdepoche [ tra politica e sottocultura ]
 


Desidero tornare nell'utero. Di chiunque
Woody Allen

"Grande guerriero? Guerra non fa nessuno grande!"
Yoda - L'impero colpisce ancora

"Tu passerai la vita a rialzarti una volta di più di quelle che sei caduto. Ficcatelo bene in testa!"
John Wayne


 


2 agosto 2006


Spammer a congresso (vignetta)

Spammer a congresso




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2 agosto 2006


Fidel Castro passa a Raul. Castro

Vignetta: provvisorio passaggio di poteri da Fidel Castro a Raul Castro. Il leader maximo è malato



copyright Leonart




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13 gennaio 2004


L'insostenibile leggerezza delle telefoniste 899

Per lavoro conduco un’inchiesta su dialer e numerazioni telefoniche annesse. Mi si dice che è vietata l’offerta di contenuti pornografici dai numeri 899. L’altra sera, complice la febbre e la proverbiale insonnia, facevo zapping tra le pubblicità di linee erotiche, e le noto, effettivamente, un po’ più ambigue. Ho il pretesto professionale a tutelare la mia immagine, detto fatto: telefono. Dall’altra parte mi si chiede teutonicamente di qualificarmi: nome, età, corporatura. Io mi descrivo: ho la barba, e di là “mi piacciono gli uomini con la barba”. Malgrado lo Zerinol, il mio intuito è intatto, questa risposta la prevedevo. Se dicevo che la mia faccia è scolpita dai brufoli che sembra il monte Rushmore, di là mi avrebbero detto”mi piacciono i monumenti americani”. Poi la telefonista incalza “hai il c….. duro?”. E io, onestamente, mai stato così lontano dalla condizione tanto gentilmente descritta dalla signorina. Ma ho paura di offenderla, ché è una professionista! Esitando dico sì. E di là: “e alla tua età ti vergogni a dirmelo, ci sono ventenni più disinibiti di te, che mi dicono certe porcate”. Incasso, ma barcollo, e lei mi descrive cosa vorrebbe farmi. Ogni tanto chiede la mia collaborazione e io snocciolo tutti i monosillabi che conosco “sì, be’, no”. Sarà la febbre, a me viene da ridere. Invidio i ventenni disinibiti, io scopro di avere un inspiegabile senso del ridicolo. Mi deprimo pensando che per credere a quei mugolii telefonici bisogna essere molto soli, mi rallegro perché io non mi ci sento, così solo, evidentemente. Però mi ricorderò sempre questa inutile e salata telefonata, umiliato da una professionista del risucchio che mi dà del represso, e non mi dà il tempo di dirle che fa un lavoro illegale. La linea cade prima, coitus interruptus. Disdetta, non so neanche il suo nome…che momenti indimenticabili.


 




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13 novembre 2003


La notte dello sciacallo Costanzo

Sciacalli sono stati chiamati quelli che hanno aggredito il governo, in un giorno che si sarebbe voluto di unità nel lutto. E sia, la definizione può starci.
Ero a casa malato, e ho visto molte trasmissioni sull'attentato in Iraq. Un po' di retorica e di mestiere giornalistico lo reggo, ma Costanzo, come al solito, ha rotto gli argini. Esordisce con il capellone che intona l'inno dei carabinieri, poi fa entrare un ufficiale rimasto paralizzato in Somalia (lo avevo ascoltato da Santoro, persona rispettabilissima e degnissima, lui, non l'esibizione che di lui fa il conduttore più onnivoro ed esibizionista della TV). Con l'ufficiale sul palco fa intonare il silenzio e si vedono i cameramen che saltellano tra i carabinieri realmente commossi a caccia di lacrime e volti per l'audience. Poi inizia il dibattito e il Costanzo cerchiobottista (più botte che cerchio per ovvie ragioni) rispolvera il suo pacifismo facilone e demagogico (e sia chiaro che io ero contro l'intervento in Iraq). E poi dà la parola ai genitori di Ilaria Alpi (che cazzo c'entrano? sono lo specchietto per le allodole di sinistra, ovvio). Ma prima di dar loro la parola i "consigli per gli acquisti, la definizione più falsa e ipocrita della pubblicità che si veda in TV. Già la pubblicità: tra un morto e l'altro, tra una tragedia e l'altra. Non è da oggi che si fa così, ma ogni tanto farebbe bene ricordarsi che non è giusto, non fa bene al cervello mostrare un esercito di figone in una vasca da bagno, felici del loro bagnoschiuma, prima e dopo aver parlato di 19 assassinati dalla guerra. E non si tiri in ballo la pubblicità sui giornali: è diverso, è eveidente che è così, perché leggere è diverso che guardare, e la testa è più vigile, presente, attenta e l'emozione più consapevole e quindi più forte.
Questi sciacalli sono quelli che più fanno schifo.




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8 novembre 2003


Berlusconi come Mark Twain

Leggendo del proprio decesso sui giornali, lo scrittore Mark Twain smentì pubblicamente affermando (cito a memoria) "La notizia della mia morte è stata esagerata".
Il nostro premier Silvio Berlusconi, a cui non manca mai la citazione, ha voluto riproporre l'aforisma in occasione della visita di Putin in Italia. Sono i particolari che lo fregano: quando smentisci la morte di altri, magari un giornalista tuo concittadino, l'effetto non è il medesimo.
Nella circostanza vorrei esprimere solidarietà all'entourage del premier, costretto a peripezie kafkiane per recuperare le gaffe del loro principale. Dopo la presa di distanza della Comunità europea dalle dichiarazioni sulla Cecenia, il portavoce di palazzo Chigi ha detto: "Le critiche sono arrivate dopo 24 ore dalle affermazioni di Berlusconi. Se avevano qualcosa da dire potevano farlo prima". Questa, in tutta onestà, non l'ho proprio capita, che sia una citazione da Alice nel paese delle meraviglie?




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2 novembre 2003


Kill Quentin!

La bella Uma Thurman cerca vendetta sul suo ex gruppo di "Carlies's Angels" malvagie, che l'hanno quasi uccisa e le hanno fatto perdere la figlia nel giorno del suo matrimonio. Chilometri di duelli ninja, quintali di citazioni (da Sergio leone ai Manga nipponici - persino una sequenza animata nello stile tagliente dell'Uomo tigre -, i vecchi film di Tarantino e fuffa televisiva). Il risultato appaga gli occhi, la passione, un po' masturbatoria, per il citazionismo, ma lascia intatto il cuore.
La violenza non pone dilemmi tragicamente shakespeariani come nelle Iene e non è il sottofondo scioccante della società "per bene" come in Pulp Fiction, ma è solamente uno spettacolo granguignolesco e teatrale (a un certo punto la scena si rabbuia e gli attori sembrano ombre cinesi) con riferimenti alla mattanza di vampiri di Dal tramonto all'alba (le amputazioni nel locale della mafiosa giapponese).
Tripudio di sensazioni visive nella sala, deserto di sensazioni emotive all'uscita. Senza cuore, malgrado il tanto sangue che scorre.

Kill Bill (2003) - Quentin Tarantino




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29 ottobre 2003


Lenin è come Barbie?

Da bambino giocavo con un bambolotto chiamato Big Jim. Venduto in mutande, invitava evangelicamente a vestire l’ignudo, acquistando abiti ed equipaggiamenti per ogni avventura.
Leggo sul Riformista che in Russia hanno deciso di cambiare la cravatta alla salma di Lenin. Non so se la decisione sia dovuta alle tarme, a qualche falce e martello cucita sull’indumento, o è una vittoria diplomatica di Berlusconi che ha convertito Putin alle classiche “regimental”. Ma Lenin non dovrebbe essere trattato come una Barbie. Big Jim giace da tempo, con mio grande rimpianto, nel cimitero dei giocattoli. Sarebbe ora che si desse la stessa pace a Lenin, facendo anche qualche pubblica revisione sulla sua storia, troppo coperta dalle nefandezze del successore Stalin.




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27 ottobre 2003


Tutto è relativo (a qualcosa). Anche il crocifisso

Il relativismo culturale mi sembrò l'infatuazione ideale in adolescenza, quando cerchi un pensiero forte per buttare a mare parenti e vecchie regole, senza accusare crampi edipici. Con il tempo ho capito che l’unico modo per creare un confine tra relativismo e arbitrarietà è far seguire alla frase “tutto è relativo” la frase “a qualcosa”. Il crocefisso nelle scuole è un diritto relativo...a una storia e a un’identità secolare. Che, come i parenti, non si butta a mare da oggi a domani. O il relativismo diventa così arbitrario da trasformarsi in capriccio dittatoriale, spesso figlio dalla smania di rinnovamento avanguardistico.




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21 ottobre 2003


Solidarietà a Belpietro?

Maledetto Voltaire e il suo "non sono d'accordo con quello che dici ma difenderò" eccetera eccetera. Ci tocca manifestare (e pubblicamente!) solidarietà al direttore del Giornale. Lo so, la libertà di stampa è un diritto inviolabile e come giornalisti o liberi cittadini si deve tutelare...ma io ho un solo vero motivo di rancore verso i magistrati che hanno perquisito il quotidiano di Paolo Berlusconi. Sono due giorni che compare in video, la faccia sprezzante, il ghigno prognato da saputelli, l'occhio azzurro e "nazisteggiante" da ottuso bracciante della informazione pilotata, il direttore Belpietro. E può fare la vittima del sistema!. Questo proprio non lo perdono ai giudici.




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10 ottobre 2003


La borghesia, il proletariato la lotta di classe, cazzo!

Dibattito su Radio Popolare: ci si può fidare di Fini che propone il voto agli immigrati? Tra le risposte: dare il voto amministrativo agli immigrati serve a sabotare la coscienza collettiva degli extracomunitari creandone di serie A e di serie B. Insomma, il buon vecchio "così si divide il proletariato". Ma questi hanno mai visto un immigrato in vita loro? Ma come facciamo a stare tutti nella stessa sinistra con persone che dicono queste cose?
sic!




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